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Attacco DDoS: cos’è, come funziona e come difendersi

    Gli attacchi DDoS rappresentano una minaccia seria per qualsiasi organizzazione con una presenza online. Comprendere come funzionano e come difendersi da essi è fondamentale per mantenere la sicurezza e la continuità del servizio. Nonostante la sfida che rappresentano, con le giuste misure di prevenzione e risposta, è possibile mitigare il rischio e proteggere il proprio sistema, rete o servizio.

    Che cos’è un attacco DDoS?

    Un attacco Distributed Denial of Service (DDoS) è una forma di cyber aggressione il cui obiettivo è interrompere il normale funzionamento di un sistema, una rete o un servizio online. Questo si ottiene inondando il bersaglio con una quantità enorme di richieste di traffico internet, in pratica molto più di quanto il bersaglio possa gestire.

    Questo attacco viene chiamato “distribuito” perché proviene da molteplici fonti o punti di connessione, rendendo più difficile per il sistema bersaglio distinguere il traffico legittimo da quello malintenzionato. Il risultato finale è un sovraccarico del sistema o del servizio, che può diventare lento o, in molti casi, completamente inaccessibile per gli utenti legittimi.

    Gli attacchi DDoS possono causare non solo interruzioni di servizio, ma anche perdita di dati, danni alla reputazione e costi significativi per le aziende che devono ripristinare i loro servizi e migliorare le loro difese. Questi attacchi possono essere diretti a qualsiasi entità con una presenza online, inclusi siti web governativi, aziende di e-commerce, istituzioni finanziarie e altri servizi online.

    Come Funziona un Attacco DDoS

    Un attacco DDoS viene eseguito utilizzando una rete di computer, noti come botnet, che sono sotto il controllo dell’attaccante. Questi computer possono essere distribuiti in tutto il mondo e vengono spesso infettati da malware senza che i loro proprietari lo sappiano.

    Una volta che l’attaccante ha stabilito la botnet, può iniziare l’attacco DDoS. Questo avviene inviando un flusso di richieste di traffico internet al sistema o al servizio target. Queste richieste possono assumere diverse forme, come richieste di connessione, richieste di informazioni o tentativi di eseguire una specifica operazione.

    Il bersaglio dell’attacco riceve queste richieste quasi contemporaneamente da tutti i computer della botnet. Data la mole di richieste che arrivano, il sistema bersaglio si ritrova ad affrontare un carico di traffico molto più elevato del normale. A seconda della capacità del sistema, può riuscire a gestire solo una frazione di queste richieste, mentre il resto causa un sovraccarico che può rallentare il sistema o renderlo completamente inaccessibile.

    Un aspetto importante degli attacchi DDoS è che, dato che le richieste provengono da così tante fonti diverse, è molto difficile per il sistema bersaglio distinguere le richieste legittime da quelle malevole. Questo rende l’attacco molto difficile da mitigare.

    Tipi di Attacchi DDoS

    Esistono diversi tipi di attacchi DDoS, ciascuno con una propria strategia specifica per sovraccaricare il sistema bersaglio. I tre tipi più comuni sono gli attacchi volumetrici, gli attacchi a livello di protocollo e gli attacchi a livello di applicazione.

    1. Attacchi volumetrici: Questo tipo di attacco DDoS mira a sovraccaricare la banda del sistema bersaglio inviandogli una quantità massiccia di dati. Le richieste di connessione, ad esempio, possono arrivare a una velocità tale da saturare completamente la capacità di banda del sistema, impedendo alle richieste legittime di passare.
    2. Attacchi a livello di protocollo: Questi attacchi sfruttano le debolezze presenti nei protocolli di rete per consumare tutte le risorse disponibili. Un esempio comune è l’attacco SYN flood, che sfrutta il protocollo TCP (Transmission Control Protocol). L’attaccante invia una serie di richieste di connessione SYN (synchronize) ma non risponde mai con l’ACK (acknowledgment) finale, costringendo il sistema bersaglio a lasciare aperte queste connessioni “incomplete” e consumando così le sue risorse.
    3. Attacchi a livello di applicazione (ALDDoS): Questo tipo di attacco DDoS è più sofisticato e mira a specifiche applicazioni sul sistema bersaglio. L’attaccante invia richieste apparentemente legittime ma progettate per consumare quante più risorse possibili dell’applicazione, causando così un sovraccarico.

    Ognuno di questi tipi di attacchi DDoS presenta una minaccia unica e richiede una strategia di difesa specifica per essere efficacemente contrastato.

    Esempi di Attacchi DDoS

    Gli attacchi DDoS hanno avuto un impatto significativo su siti web e servizi online negli ultimi anni. Di seguito, alcuni esempi illustri:

    1. Attacco a Dyn nel 2016: Dyn, una società che controlla gran parte dell’infrastruttura di indirizzamento di Internet, fu presa di mira da un potente attacco DDoS. Questo attacco provocò interruzioni del servizio in molti siti web popolari, tra cui Twitter, Reddit e Netflix. L’attacco sfruttò un gran numero di dispositivi IoT (Internet of Things) infetti per generare traffico.
    2. Attacco a GitHub nel 2018: GitHub, un popolare servizio di hosting per progetti di sviluppo software, fu colpito da quello che all’epoca era l’attacco DDoS più potente mai registrato. L’attacco durò meno di 20 minuti ma raggiunse un picco di traffico di 1.35 terabit al secondo.
    3. Attacco a OVH nel 2016: OVH, un provider di hosting internet, fu vittima di un attacco DDoS che ha raggiunto un picco di 1 terabit al secondo. L’attacco sfruttò una botnet composta da dispositivi IoT.

    Questi esempi dimostrano la portata e l’efficacia degli attacchi DDoS. Nonostante le difese si siano evolute negli anni, gli attacchi DDoS rimangono una minaccia significativa per qualsiasi entità con una presenza online.

    Come Difendersi dagli Attacchi DDoS

    Sebbene gli attacchi DDoS rappresentino una minaccia significativa, esistono strategie efficaci per difendersi da essi. Di seguito sono elencate alcune delle misure di difesa più comuni:

    1. Firewall e sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS): Questi strumenti possono bloccare il traffico sospetto o malintenzionato prima che raggiunga il sistema o il servizio bersaglio. Molti di questi sistemi possono anche rilevare attacchi DDoS in corso e attuare misure di mitigazione automatiche.
    2. Reti di distribuzione dei contenuti (CDN): Le CDN possono assorbire una parte significativa del traffico di un attacco DDoS, riducendo l’impatto sull’infrastruttura principale. Questi servizi distribuiscono il contenuto su una rete di server globali, ognuno dei quali può gestire una parte del traffico.
    3. Servizi specializzati di mitigazione DDoS: Ci sono molte aziende che offrono servizi specifici per aiutare a proteggere contro gli attacchi DDoS. Questi servizi possono includere la rilevazione degli attacchi, la mitigazione e l’analisi post-attacco.
    4. Pianificazione e risposta agli incidenti: Avere un piano in atto per rispondere agli attacchi DDoS è fondamentale. Questo dovrebbe includere la formazione del personale su come riconoscere un attacco, quali passaggi devono essere intrapresi e come comunicare l’incidente agli interessati.
    5. Sicurezza dei dispositivi IoT: Molti attacchi DDoS sfruttano i dispositivi IoT poco sicuri. Assicurarsi che tutti i dispositivi siano protetti con password forti e che i software siano sempre aggiornati può aiutare a prevenire la creazione di botnet.

    Ricordate, nessuna misura di difesa è completamente infallibile. Pertanto, è fondamentale monitorare continuamente le prestazioni del sistema e rimanere aggiornati sulle ultime tattiche e strumenti di difesa DDoS.